Fondi destinati alla cultura arbëreshe gestiti e incautamente spesi da personaggi senza scrupoli.
 
Essere ripetitivo, con sintagmi discontinui, molte volte, può far sembrare che, il latore riservi odi di carattere personale nei confronti del ricevente. Chi vuol mettere in rilievo tale indebita sembianza, in questa circostanza, è complice di una viziata realtà abbarbicata sul malcostume e sdegnante latrocinio.

La legge 482/99, ideata e fatta promulgare da “Arbëreshe” veraci, in questi ultimi tempi, in cui imperversante si manifesta la crisi economica, è divenuta “ folè me vet të arta” (nido con le uova d’oro), per una squallida categoria di persone (anche non arbëreshe).

E’ turpe e immorale che, persone in pensione (e che pensione!) si rendano paladine della Nostra Cultura solo per il fatto che ad apparecchiare il tutto sia il dio denaro. Turpe è anche il fatto che tali pirati abbiano inculcato ai propri figli la tesi che essere e parlare arbëreshe è, in maniera netta, controproducente.

La vigliaccheria di tali individui è così palese da indurli a manifestare, in maniera “sgradevole,” il Nostro Essere, fuori dalle mura di cinta…ribadisco è necessario che la legge 482/ 99 venga al più presto abrogata….gli Arbëreshe nell’Arberia!!!

 (Vincenzino Ducas Angeli Vaccaro)

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Un commento su “

  1. Anonymous il said:

    La casta arbereshe esiste da anni! Non meravigliamoci…un tempo mi meravigliavo dell’indifferenza da parte delle istituzioni e spesso le giudicavo come impreparate nel gestire situazioni delicate come la tutela e il mantenimento. Oggi sono convinto che tutto gira attorno al soldo e quindi rassegnato vivo la mia dimensione identitaria sperando sempre che la dignitá del nostro popolo possa prevalere sugli interessi economici di certi mercenari.

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