Alberto Straticò, il Genio di Skanderbeg

 
(di Francesco Damis)

 

 Alberto Straticò nacque  a Lungro il 7 luglio 1862,da Giovanni Battista e Rachele Pisarro. Sin da giovane seguì la famiglia che si trasferì a Roma per ragioni di lavoro. A soli 23 anni, il 29 settembre 1885, pur tra personalità di ampio rilievo e capacità, molti consacrati da decenni di rivoluzioni partecipate nelle più disparate condizioni, ebbe in ragione delle sue rilevanti capacità il privilegio di pronunciare l’orazione funebre( rimastaci ) per il Patriota e poeta Vincenzo Stratigò, innanzi ad una intera popolazione, quella di Lungro e dei paesi viciniori . L’anno successivo, 1886, si iscrisse alla prestigiosa Loggia Massonica Scanderbeg di Lungro. Evidente l’aver conseguito la laurea in lettere classiche, essendo altresì apostrofato “professore”, in diversi scritti, pur ad oggi non essendoci chiaro il percorso della sua attività lavorativa iniziale, riteniamo che di lì a breve si sia allontanato dopo quel periodo verso Roma, per trasferimento per ragioni di lavoro dell’intera sua famiglia, non constando ad oggi dati diversi e più certi, mentre circa i primi anni novanta dell’800 lo si ritrova dopo alcuni anni ispettore scolastico ,Circondario di Patti, in Sicilia, mentre ancor prima tra il 1887 ed il 1888, ha rapporti con Catanzaro dove ha fatto pubblicare alcuni suoi primi scritti.
In seguito, stando a Roma ricoprì l’importante incarico di Direttore Generale della didattica al Ministero della Educazione nazionale. Ebbe rapporti con Francesco Crispi ancor prima che questi diventasse Presidente del Consiglio dei Ministri , tanto che allo Statista patriota italo albanese anch’esso delle Comunità di Sicilia, dedicò l’opera “Manuale di Letteratura Albanese” che è stata edita nel 1896.
Scrisse diversi testi di carattere storico – sociale, pedagogico e letterario. Tra le sue opere più importanti, che sono custodite in numerose biblioteche nazionali in Italia, è da annoverarsi il “Manuale di Letteratura albanese”, pubblicato dalla Casa Editrice Ulrico Hoëpli di Milano nel 1896, recensita sul n. 3 del 31 gennaio 1897 di “Ili i Arbreshëvet / La Stella degli Albanesi”, diretta da don Antonio Argondizza . Aderì( meglio che partecipò) al Primo Congresso Linguistico Albanese indetto da Girolamo De Rada e tenutosi a Corigliano Calabro dal 1° al 3 ottobre 1895. Fece parte della Commissione incaricata della compilazione del dizionario albanese unitamente a Giovanni Damis, Orazio Capparelli ed altri studiosi dell’Arbëria ( giusta le risultanze e decisioni del 2° Congr.Linguistico Albanese tenutosi a Lungro,nel febb.1897)..
Per l’ambito lungrese, pur non certi anagraficamente i rapporti con gli altri Straticò, è da ritenere si possa configurare certa la parentela con gli Straticò della casa sede del vecchio Ufficio Postale in Via dei Cinquecento, in cui ancora ad oggi su due infissi esterni compaiono le iniziali “ G B S ” – Giovan Battista Straticò, tale nomandosi il vecchio Direttore dell’Ufficio postale “ don Giovanni della Posta ” quello assomigliante in modo straordinario al Re Vittorio Emanuele III, a sua volta padre, oltre che di Raffaele, Ciccio, Toria anche della Signorina Maria Straticò,non coniugata, anche essa Direttrice dell’ufficio postale andata in pensione circa gli anni ’70 del Novecento, e che nell’ordine precedeva l’ultima figlia Virginia. Si spense a Roma il 13 febbraio del 1926.
Francesco Damis agosto 2012
Opere e Monografie pubblicate
  1. In Crimea (Guerra di Crimea. 1853-1856 – Partecipazione piemontese), tip. G. Dastoli, Catanzaro 1889, 98 p.
  2. Il genio di Scanderbeg (poema), ed. R. Sandron, Palermo 1892, 16 p.
  3. Manuale di letteratura Albanese, U. Hoeëpli Edit. Serie scientifica. Milano 1896, 16, XXIV, 280 p.
  4. Di borgo in borgo, ed. V. Muglia, Messina 1897, 137 p.
  5. Nel mondo dei fanciulli: letture per la quinta classe elementare maschile, ed. Crupi & Muglia, Messina 1899, 232 p.
  6. Estensione e limiti del concetto di pedagogia, ed. R. Sandron, Milano, 292 p.
  7. Il potere d’inibizione nella fisio-psicologia e nella pedagogia, ed. D’Amico, Messina 1900
  8. Dell’educazione dei sentimenti dal punto di vista individuale e sociale, 2. ed., ed. R. Sandron, Milano 1904, VIII, 208 p.
  9. La psicologia collettiva, ed. R. Sandron, Milano 1905, 158, 36 p. (due edizioni)
  10. Pedagogia sociale, ed. R. Sandron, Milano 1907, 331 p. (seconda edizione 1914)
  11. Il corso popolare nelle scuole di Roma (direzione generale didattica), tip. Coop. Sociale, Roma 1917, 4, 75 p.
  12. Gli asili infantili: discorso letto in Gioiosa Marea (prov. di Messina) il giorno 5 giugno 1892, Festa dello Statuto, per la solenne inaugurazione dell’asilo infantile Regina Margherita, tip. Pacì, Patti 1892, 8, 23 p.
  13. Retorica e istruzione: discorso letto in Patti il 5 giugno 1892, Festa dello Statuto, in occasione della solenne distribuzione dei premi agli alunni delle scuole secondarie ed elementari, tip. Pacì, Patti 1892, 8, 25 p.
  14. Verità: conferenza pubblica tenuta in Messina il 10 luglio 1904, per incarico dell’Università popolare, tip. R. Alicò, Messina 1904, 27 p.
  15. Relazione sul riordinamento dell’amministrazione scolastica, tip. S. Morano, Napoli 1910, 8, 21 p.
  16. I grandi scrittori italiani – Manualetto ad uso delle scuole secondarie Catanzaro 1887
  17. Gli scrittori georgici italiani Catanzaro 1887
  18. Emigriamo ! – Novella – Catanzaro 1888

Vi sono anche altri scritti, da individuare nella Scheda del Sistema Bibliotecario Nazionale -SBN-.

E’ singolare che in una Nota in calce al poemetto “ Il genio di Scanderbeg”,datato ” Patti 1891” l’Autore in dimestichezza con Pier Domenico Damis ,( di cui fra l’altro descrive nel Carme la figura dominante delle schiere italo albanesi alla battaglia di Capua, ”Giganteggia su la falange scatenata il Duce “, di cui alla Nota (10), identifica ”il vivente Generale Domenico Damis, vanto ed orgoglio della mia terra natale, glorioso superstite dei Mille “ ) e con cui asserisce aver corrispondenza, evidenzi il di lui pensiero in relazione ai giovani cui si sente legato, pur in età, proponendo in una missiva ricevuta tra le altre la di lui espressa considerazione che “amo i giovani… la nostra terra natale aveva una gioventù ben altrimenti operosa di mente e di cuore che non è l’odierna, salvo beninteso qualche eccezione”.E’ uno dei possibili spunti per meglio penetrare il pensiero del vecchio patriota,legatissimo alla gioventù. Sul Testo Retorica E Istruzione , vi è una dedica autografa a Domenico Damis.
 
Il poema 

Fonte: www.ungra.it

Precedente L'Arte Sacra Bizantina della stilista Nunzia Mortati Successivo Osservazioni sui Pelasgi e gli Albanesi di Vincenzo Dorsa