Breve cenno monografico del Comune di Lungro ( 1858) Domenico De Marchis

lungro
Dall’introduzione
Il lavoro che presento al pubblico ha per scopo di evocare dal silenzio di remoti secoli la Storica Origine del mio Comune, il quale se vogli riguardarsi per lato di sua sociale posizione, e peculiare civiltà, nulla offre d’importante da interessare lo spirito del culto lettore: ma trattandosi di un popolo straniero ben accolto nel nostro regno, in cui da tempo antico vive sotto le medesime leggi, ed unificato nei dritti civili e politici coi sudditi della nazione napolitana:
ove serba il proprio linguaggio, ed esercita gli atti religiosi nel greco rito-ortodosso, non uniforme alla latina ritualogia; che mantiene con gelosa superstizione le abitudini, ed i propri costumi; ……
Dal testo
“Lungro, Comune Albanese di 5500 abitanti, in Provincia di Calabria Citra, nel Distretto di

Castrovillari, siede suI lembo di una Cinta di Monti, che s’innalzano quasi a picco da settentrione a ponente, rimanendo aperto rlal lato d’oriente a mezzo giorno un vast’orizonte, così che da un canto lo sguardo si spazia, e si disperde nelle spiagge dell’Jonio, e dall’altro percorre estesa parte della catena delle maestose Montagne della Regia Sila fino al loro congiungimento con le alture dell’ Ovest.”
” .. solo 17 famiglie componevano l’ intera Colonia Albanese ricoverata nel Casale di Lungro, i di cui cognomi sono i seguenti. Straticò, Mattanò, Jerojanni , Cagliolo « Belluscio » Prevatà, ggi Loprete, « Vaccaro Baccaro; Musacchio, Brescia « Damisi » Gramisci « Manisi » Marco Cortese « Tripoli » Cucco, oggi Cucci « Bavasso » Matranga , oggi Matrangolo.”
“A colui, che nei studi primi della gioventù è gradito immergersi nella lettura del Sommo Ghibellino, e si beò nelle deliziose immagini, che abbellano il passaggio del triplice regno, rappresentano quelle cavernose bolge una scena interessante, da evocare alla rimembranza dello spirito quegli immensi scompartimenti, che il Poeta con infrenata fantasia finge dell’inferno -Osservate quelle centinaia di nudi lavorieri, intenti al taglio del Sale nei vari siti delle Gallerie, al fioco lume di poche lucerne, che moltiplica le ombre projettate sù i bianchi massi, e confessate se la rabbrividita immaginazione non vi slancia nei grandi gironi concentrici, sedi del dolore, e della eterna disperazione ? “ ………
E mi cade qui il destro di chiamare a breve esame l’ opinione di coloro, i quali in vece di benedire l’eterna provvidenza per l’impartito dono della Miniera, senza di cui Lungro lungi di una prospera progressione , sarebbe rimasto nella primitiva condizione di oscuro Casale , si sforzano a sostenere, che essa apportò piuttosto male, che bene al Comune, per aver distolto gli abitanti dall’Agricoltura , proficua sorgente di ogni vera e reale comodità. La salina in ciascun anno eroga uno spesato di circa due. ventiduemila, quale somma si espande per intero nel paese, come benefica rugiada diretta al sollievo della popolazione, e gli stessi impiegati ivi spendono i loro soldi tanto per sostentamento personale , che per pigioni di casa , e in altri oggetti di lusso.”
“La temperatura ordinaria di Lungro ascende nell’està dal grado 24, al 26 “Term. Ream., e l’inverno abbassa dal grado 10, a 5″ sopra il zero. Ma né il caldo eccessivo oltrepassa il grado 27, né l’intenso freddo discende più del 1, sopra il zero. L’ uno, e l’ altro però di poca durata. Strette, irregolari , e maltenute sono le strade interne , e la nessuna cura onde serbarle spurgate dal fango, che s’ingenera nei tempi di pioggia per la mancanza di lastricato, cagiona nell’inverno un umido intenso troppo nocivo alla salute, e ciò costituisce una causa potente, ed immediata delle malattie gastriche-reumatiche, le quali tanto infeste si rendono alla salute degli indigeni.”

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