LA GEOGRAFIA STORICA DI STRABONE ATTRAVERSO LA LOGOGRAFIA DI TEOPOMPO. Popolazioni autoctone in Epiro intorno al IV secolo a.C.

Map_of_ancient_Epirus_and_environs di Vincenzino Ducas Angeli Vaccaro
Dall’affascinante logografia di Teopompo ( Chio 378 a.C. 305 a.C. ), nelle “Storie Filippiche,” il geografo Strabone ( Amasea, Asia Minore, 63 a.C.   20d.C. ), con limpidezza e determinazione di luogo e di tempo, nel ” Libro Settimo di Geografia”, fornisce notizie storiche di notevole rilevanza riguardo la presenza di etnie autoctone popolanti il territorio ell’Epiro o Illiria greca intorno al IV secolo a.C.
A differenza della geografia filosofica peripatetica di Senocrate e di Senarco di Seleucia e di quella Tolemaica, quest’ultima improntata su uno studio ed una analisi dottrinariamente matematica, quella di Strabone, oltre che propriamente “Fisica”, si può sicuramente ritenere etnografica o meglio ancora antropologica, basta, infatti,  notare le sue osservazioni sulla correlatività fra elemento umano e territorio, sia essa , nell’interazione, positiva o controproducente; un popolo montanaro si isola nella tribalità rispetto a quello costiero, più propenso allo scambio interculturale.
La terra di Epiro, di incomparabile limpidezza di luce, della quale tutti gli eroi morenti dicevano di rimpiangere lo splendore; luce vivente, vibrante, palpabile e schiumosa nella sua trasparenza. La gioia che essa emana addolcisce perfino la straziante bellezza delle montagne vicine; le toglie il terrore dell’infinito e infonde la vita alle vicine pianure, ai flutti sorridenti e che rapidamente, di continuo, si rinnovano; il tutto provoca  un continuo desiderio di pensare, ma come non accade in nessun altro luogo del mondo, a chiunque percorra quelle terre. Si aggiunga lo sferzante effetto dei venti, veri genii, del quale è prodigo il cielo di Epiro: ognuno, con il suo particolare spirito, suscita qualche cosa di vitale complicando la vita stessa.
In questa terra, riferisce Strabone, Teopompo, nel IV secolo a.C., annovera 14 nazioni degli Epiroti, così minuziosamente specificandoli: CAONI, MOLOSSI, TESPROTI, AMFILOCHI, ATAMANI ( fra i quali vi erano gli Orjci), ETICI, TINFEI, ORESTI, PAROREI, ATITANI, TALARI, PELAGONI, EMILIOTI e PERREBI. Lo stesso ci tramanda, con provata certezza e con cognizioni, non certo peripatetiche,  che essi ” godevano  di una ben istituita civilizzazione e di una ottima cultura; di ciò ne fa chiara testimonianza anche Plutarco, il quale annovera fra gli antichi re di Epiro, Tarrita dei Lincesti; Pirro Neoptolemo dei Bacchiadi Enchellj, quet’ultima stirpe da lui definita, oltre quella dei Molossi, come fra le più potenti,in special modo in Tesprozia.
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