Orazio Irianni e il Risveglio Albanese

risveglioPoche sono le notizie in possesso su Orazio Irianni, perlopiù desunte dalla sua pubblicazione “Risveglio Albanese”. Se i lettori dispongono di altre informazioni in merito, sono pregati di comunicarcele per rendere più completa questa pagina.
Nasce a Lungro da Pietro e Cinzia Mattanò che hanno avuto ruolo importante nelle lotte per l’unità d’Italia. Si trasferisce a Buenos Aires intorno al 1880. Lì entra in contatto con i circoli culturali albanesi apportandovi un attivo contributo.
Nel settembre del 1889, su sua iniziativa, viene costituita in Buenos Aires la Società di mutuo soccorso fra gli Albanesi d ‘Italia, intitolata Skaderberbeg.
E’ tra i promotori, sempre a Buenos Aires, nel giugno del 1904 della nascita del Comitato Albanese, i cui propositi sono identici a quelli degli altri comitati esistenti in Europa e che si riassumono nella formula: L’Albania degli Albanesi.
Nel febbraio del 1905 fonda la rivista “La Questione Albanese”, di 16 pagine ed elegantemente stampata.
Ai principi del 1907 dirige, in Buenos Aires, il periodico “La lega Albanese”
Nel luglio del 1911pubblica in New York “Risveglio Albanese”
Pare che intorno agli anni venti ritorni in Calabria ed insegni in un liceo di Catanzaro.
PRELUDIO
-Lettore, conosci tu quelle terre della madre Italia, ove la natura è bella nella sua severità – gli uomini valorosissimi -la lingua armoniosa, fatta così per l’ amore, come per i canti delle battaglie ?
Là vive una stirpe non interrotta dei figli dell’antico Epiro, là si conserva il retaggio dell’idioma e delle tradizioni classiche, e, benché siti nel mezzo dell’infocata Calabria, in quei paesi vive perennemente la madre-patria con i suoi eroi, con. i suoi poeti.
Di quelle vene furon molti e la storia ne conserva i nomi immortali; questi si succedono e pure oggi ve n’ ha uno che onora la patria e il nome albanese.
Queste parole, che non saprei più dire dove e quando lessi, mi tornano alla mente, scorrendo le pagine del libro- RISVEGLIO ALBANESE -del Prof. Orazio Irianni che vede oggi la luce in New York.”.
Orazio Irianni, natura pugnace e serena, niente eletta e cuore aperto ai sentimenti più nobili e gentili, non scrive per un vago bisogno estetico, ma spinto dalle circostanze che determinano il conflitto inevitabile delle opinioni e degl’interessi nel vasto scenario della vita civile.
Il suo libro non è quindi una disertazione accademica, né una vana esercitazione retorica, ma l’estrinsecazione dei palpiti e delle speranze che accesero l’animo dell’Autore per la causa del risorgimento albanese.
Sono scritti ispirati quasi sempre dall’opportunità del momento e che apparvero la prima volta in riviste e giornali sud-americani.
Con tuttociò, la loro materia non è frammentaria. Variano il tempo e le circostanze che ne motivarono la pubblicazione, ma un pensiero dominante, come legame invisibile, unisce le parti e dà loro una vera unità organica.
E’ il pensiero che arrise ai precursori del movimento nazionale Albanese e formò il programma di tutta quella generazione che svolse la sua opera dall’epoca della Lega di Prisrend (1879) alla proclamazione della Costituzione turca (1908).
In virtù di questo pensiero il movimento nazionale albanese non ha avuto mai fino ad oggi CARATTERE SEPARATISTA, e tutti i patrioti come tutti gli scrittori sqipetari che lavorarono nell’ultimo trentennio per il rinnovamento civile del loro paese non vollero altro che UN’ALBANIA AUTONOMA IN UNA TURCHIA RINNOVATA E LIBERA.
Così si Spiegano le lettere al Sultano AbduI Hamid e il vivissimo interessamento degli Albanesi per la conservazione e integrità dell’Impero ottomano.
Ma persisteranno gli Shqipetari nello stesso programma, dopo la guerra di esterminio inaugurata in Albania dal cieco governo dei Giovani Turchi ?
Il RISVEGLIO ALBANESE dell’egregio Prof. Irianni, pur accennando alle dure condizioni presenti, non risponde a codesta eventualità, ma rispecchia brillantemente il pensiero politico che si riassume nel programma autonomista e ritrae una fase importante della questione albanese.
In questo senso il libro riveste tutto il carattere di un documento storico.
G.Dora

fonte: www.ungra.it

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