Psè jò?… Stefano Rodotà, uno degli ultimi Mohicani

(di Vincenzino Ducas Angeli Vaccaro)

Fuor di dubbio uno degli ultimi “ Mohicani”  imbevuto di etica, morale e garante di civiltà, nel convulso panorama politico sviluppatosi ed imbolsitosi in maniera smodata in Italia negli ultimi tempi, è da identificarsi nella persona di Stefano Rodotà. Senza equivoci di sorta, è ritenuto, assieme al suo conterraneo e appartenente alla stessa etnia, quella Arbereshe, Costantino Mortati, quest’ultimo fra i padri della Costituzione Italiana, uno dei maggiori giuristi  del XX secolo. Discendente dalla famiglia calabro albanese dei Rodotà dei Coronei, che tanto si prodigò per la istruzione del suo popolo, è nato nel 1933 a Cosenza. Trascorse la sua infanzia a San Benedetto Ullano, suo paese di origine, di lingua, usi, costumi e tradizioni arbereshe ed  in questi giorni è entrato più che mai negli onori della cronaca: si parla e si scrive di lui come unico e degno successore di Napolitano alla Presidenza della Repubblica.  Laureatosi in giurisprudenza all’età di 22 all’Università “La Sapienza” di Roma. Ordinario di Diritto civile ha insegnato nelle università di Macerata, Genova  e alla stessa Sapienza di Roma dove gli è stato conferito il titolo di Professore Emerito. Ha dato prova di saggi insegnamenti  in molte università europee., negli Stati Uniti, in America Latina, Canada, Australia . Ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Université Michel de Montaigne di Bordeaux e dall’Università di Macerata. È Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ International University College diTorino

Iniziò la sua attività politica iscrivendosi al partito radicale, ma per   la sua indole di essere libero si candidò come indipendente di sinistra fra le file del P.C.I  dove nel 1979 venne eletto alla Camera dei Deputati dove ricopri la carica di menbro della Commissione Affari Costituzionali.

Deputato per la terza volta nel 1987 viene confermato nella commissione Affari Costituzionali e fa parte della prima Commissione bicamerale per le riforme istituzionali. Nel 1989 viene nominato Ministro della Giustizia nel “ governo ombra” creato dal PCI di Occhetto, e successivamente aderirà al Partito Democratico della Sinistra del quale sarà il primo presidente.

Nel 1992 torna in Parlamento tra le file del PDS, viene eletto Vice Presidente della Camera dei deputati e fa parte della nuova  Commissione Bicamerale Al termine della legislatura, durata solo due anni, decide però di non ricandidarsi, preferendo tornare all’insegnamento universitario. Dal 1983 al  è stato membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Nel 1989 è stato eletto al Parlamento Europeo . E’ stato il primo Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali e presidente del Gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza. E’stato uno dei padri della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

Psè jò… perché no

 

Precedente Illustrazioni di Alessandro Smilari Successivo La Grande Settimana nella Chiesa Ortodossa

Un commento su “Psè jò?… Stefano Rodotà, uno degli ultimi Mohicani

  1. Anonymous il said:

    ju pergezoj per aritjet tuaja zoti i bekoft shqiptaret kudo qe jan ju pershendes me fjalen o sa mir me qen shqiptar ju jeni krenarija e kombit ne medijat greke japin lajme dhe thon qe stradiotet jan grek ju lutem pergenjeshtroni ato prej vendit tuaj ta din greket se ne kemi gjak te paster dhe nji nga racat me te pastra ne glob per tu bo grek bohesh per dy dit thuj jam grek dhe bohesh .po per tu bo shqiptar duhet te lindish shqiptar sen bohesh me nji fjal , se shqiptari lind me bes ne zemer e greku bes e zemer nuk ka

I commenti sono chiusi.